Home
EMERGENZA
Bandiera arcobaleno su balaustra classica italiana al tramonto
Immigrazione LGBTQ+ · SOGI

I tuoi diritti LGBTQ+ in Italia — protetti dalla legge, sostenuti dall'AI.

Se sei una persona LGBTQ+ straniera in Italia hai diritti specifici: asilo per orientamento sessuale o identità di genere (SOGI), protezione dalla persecuzione, unione civile, rettifica anagrafica di genere e accesso a centri antidiscriminazione. Qui trovi ogni passaggio spiegato con chiarezza e un Assistente AI dedicato solo a te.

Percorso passo per passo

Cosa fare, in ordine

Ogni passaggio è pensato per essere completato senza confusione, con l'AI accanto in ogni momento.

1

Riconoscere il diritto d'asilo SOGI

La Convenzione di Ginevra 1951 e il D.Lgs. 251/2007 includono l'orientamento sessuale e l'identità di genere tra i motivi di persecuzione che danno diritto allo status di rifugiato.

2

Presentare la domanda in Questura

Ufficio Immigrazione della Questura o Polizia di frontiera. Puoi chiedere colloquio riservato e commissario dello stesso genere. Hai diritto a un interprete e a non essere obbligato a dichiarazioni dettagliate in presenza di familiari.

3

Audizione in Commissione Territoriale

Racconto libero, senza domande intrusive vietate dalla sentenza CGUE C-148/13. Puoi farti assistere da avvocato e associazione LGBTQ+ (Arcigay, Rete Lenford, MigraBò).

4

Accoglienza dedicata

SAI e CAS con posti riservati a persone LGBTQ+ e vulnerabili (Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli, Palermo). Segnala esigenze di sicurezza al primo colloquio.

5

Unione civile o convivenza registrata

Legge 76/2016 (Cirinnà): unione civile tra persone dello stesso sesso valida per stranieri regolarmente soggiornanti. Documenti tradotti e legalizzati; nulla osta consolare o dichiarazione sostitutiva.

6

Rettifica anagrafica di genere

Legge 164/1982 e Corte Costituzionale 221/2015: possibile anche senza intervento chirurgico, con perizia psicologica e sentenza del Tribunale. Il permesso di soggiorno viene riemesso con nuovo nome e genere.

7

Denunciare violenza e discriminazione

UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) esteso a orientamento e identità di genere. Numero verde 800 90 10 10. Centri antiviolenza LGBTQ+ nelle principali città.

Domande & risposte

Le domande che ricevi ogni giorno

Posso chiedere asilo in Italia perché nel mio Paese sono perseguitato/a per essere LGBTQ+?
Sì. L'orientamento sessuale e l'identità di genere sono motivi di persecuzione riconosciuti dall'art. 8 D.Lgs. 251/2007 e dalla Convenzione di Ginevra. Devi presentare domanda di protezione internazionale alla Questura o alla Polizia di frontiera. Non è necessario 'dimostrare' l'orientamento con prove intime: contano il racconto coerente, il contesto del Paese d'origine e le fonti COI (Country of Origin Information).
In Commissione mi chiederanno dettagli sulla mia vita sessuale?
No. La sentenza CGUE C-148/13 (A, B, C v. Staatssecretaris) vieta domande intrusive su atti sessuali specifici o 'test' di orientamento. Puoi rifiutarti di rispondere a domande stereotipate e chiedere che sia messo a verbale. Se ti senti a disagio, hai diritto a un commissario e a un interprete dello stesso genere.
Posso sposarmi o fare unione civile in Italia se sono straniero/a?
Sì. La Legge 76/2016 permette l'unione civile tra persone dello stesso sesso, anche se una o entrambe sono straniere, purché regolarmente soggiornanti. Servono: documento d'identità, nulla osta consolare (o dichiarazione sostitutiva se il Paese d'origine non lo rilascia per coppie same-sex), certificato di stato libero tradotto e legalizzato. L'unione civile dà diritto al permesso per motivi familiari.
Sono una persona trans: come cambio nome e genere sui documenti italiani?
Serve ricorso al Tribunale ai sensi della Legge 164/1982. Grazie alla sentenza Corte Costituzionale 221/2015, l'intervento chirurgico NON è obbligatorio: basta una perizia psicologica che attesti il percorso di transizione. Ottenuta la sentenza, la Questura riemette il permesso di soggiorno con il nuovo nome e genere, senza costi aggiuntivi.
Cosa posso fare se subisco discriminazione o violenza omotransfobica?
Chiama UNAR al 800 90 10 10 (gratuito, multilingua). Puoi denunciare a Polizia o Carabinieri: le aggravanti per motivi di odio sono previste dal Codice Penale. Le associazioni Arcigay, Rete Lenford (Avvocatura per i diritti LGBTI+), Gay Center offrono assistenza legale gratuita e case rifugio in caso di violenza domestica o familiare.
Esistono centri di accoglienza dedicati a richiedenti asilo LGBTQ+?
Sì. Alcuni progetti SAI (ex SPRAR/SIPROIMI) hanno posti riservati a persone LGBTQ+ vulnerabili — a Milano (Casa Arcobaleno), Roma (Refuge LGBT, Gay Center), Torino, Bologna (MigraBò), Napoli e Palermo. Segnala al primo colloquio in Questura la tua esigenza di collocamento sicuro.
Il mio Paese punisce l'omosessualità: come faccio a tornare per prendere documenti?
Non devi tornare. Se sei richiedente asilo o rifugiato, ottenere documenti dal tuo Paese di origine può addirittura invalidare la protezione. Le associazioni LGBTQ+ e gli avvocati specializzati possono aiutarti a usare dichiarazioni sostitutive o documenti alternativi (es. certificato UNHCR).
Posso ottenere il ricongiungimento familiare con il/la mio partner same-sex?
Sì, tramite unione civile registrata in Italia o matrimonio same-sex celebrato all'estero (trascrivibile come unione civile). Servono i requisiti standard: reddito, alloggio idoneo, permesso di soggiorno di lungo periodo o almeno annuale del richiedente.
Hai un caso personale?
Ricevi una risposta ragionata in pochi secondi.
Uffici & contatti utili

Dove andare, chi chiamare, cosa scrivere

Nota informativa. I contenuti sono generati da un sistema di intelligenza artificiale e hanno finalità puramente informativa. L'AI può commettere errori e ImmigrazioneAI non si assume alcuna responsabilità per l'uso delle informazioni. Verifica sempre con le fonti ufficiali: procedure, termini e requisiti possono variare in base al caso concreto e alla prassi di ciascun ufficio.