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Documenti legali di divorzio su scrivania di marmo
Divorzio

Divorziare in Italia: ogni strada spiegata con chiarezza.

Separazione consensuale o giudiziale, divorzio breve, negoziazione assistita davanti agli avvocati o procedura semplificata in Comune: la via giusta cambia in base a figli, patrimonio e cittadinanza.

Percorso passo per passo

Cosa fare, in ordine

Ogni passaggio è pensato per essere completato senza confusione, con l'AI accanto in ogni momento.

1

Valuta la strada giusta

Consensuale (accordo tra coniugi) o giudiziale (contenzioso in Tribunale). Senza figli minori/incapaci e senza patrimonio da trasferire, si può usare la via veloce.

2

Negoziazione assistita

Ogni coniuge nomina un avvocato: si redige e sottoscrive l'accordo. Se ci sono figli minori serve il nulla osta del Procuratore della Repubblica; altrimenti basta l'autorizzazione.

3

Procedura in Comune

Senza figli minori/portatori di handicap/economicamente non autosufficienti, e senza patti patrimoniali, i coniugi si presentano davanti all'Ufficiale di Stato Civile con dichiarazione.

4

Separazione giudiziale

Ricorso al Tribunale del luogo di ultima residenza comune o del convenuto. Comparizione davanti al Presidente, tentativo di conciliazione, poi istruttoria e sentenza.

5

Divorzio breve

Dopo 6 mesi dalla separazione consensuale o 12 mesi da quella giudiziale (L. 55/2015), si può chiedere il divorzio (cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio).

6

Effetti su figli e patrimonio

Affido condiviso di regola, assegno di mantenimento in base a redditi e tempi di permanenza; assegnazione casa familiare al genitore collocatario; divisione dei beni comunione.

7

Permesso di soggiorno post-divorzio

Il permesso per motivi familiari può essere convertito in permesso per lavoro subordinato/autonomo o attesa occupazione; se c'è convivenza con figli italiani, resta stabile.

Domande & risposte

Le domande che ricevi ogni giorno

Posso divorziare in Italia se il matrimonio è stato celebrato all'estero?
Sì, se almeno uno dei coniugi risiede in Italia o è cittadino italiano. La sentenza va trascritta anche presso il Comune di celebrazione. Serve prima la trascrizione del matrimonio in Italia se non è già avvenuta.
Divorziando perdo il permesso di soggiorno?
Il permesso per motivi familiari resta valido fino alla scadenza. In fase di rinnovo puoi chiedere la conversione in permesso per lavoro, attesa occupazione o motivi familiari (se hai figli italiani conviventi).
Cosa succede ai figli in caso di divorzio?
L'affido è normalmente condiviso; il collocamento prevalente è deciso dal Tribunale nell'interesse del minore. Entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale e devono contribuire economicamente.
Quanto costa un divorzio?
In Comune: € 16 di marca da bollo + € 16 diritti. Negoziazione assistita: 2 avvocati (€ 800-2.500 ciascuno). Giudiziale: € 43 contributo unificato + spese legali (€ 2.000-8.000). Gratuito patrocinio se ISEE basso.
Quanto dura un divorzio giudiziale?
In media 1-3 anni per la separazione + 6-12 mesi per il divorzio. Con negoziazione assistita o Comune: 1-3 mesi. La riforma Cartabia ha unificato separazione e divorzio in un unico procedimento (dal 2023).
Che tribunale è competente se il coniuge è all'estero?
Se uno dei coniugi risiede stabilmente in Italia, il Tribunale italiano è competente ex Reg. UE 2019/1111. In alternativa il Tribunale dell'ultima residenza comune. Per Paesi non UE si applicano convenzioni bilaterali.
L'assegno di mantenimento per l'ex-coniuge esiste ancora?
Sì (assegno divorzile), ma la Cassazione (SS.UU. 2018 n. 18287) lo ancora alla funzione assistenziale-compensativa: solo se l'ex-coniuge non ha mezzi adeguati e non può procurarseli, valutando il contributo dato al matrimonio.
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